mercoledì, novembre 08, 2006

Per essere suo discepoli

La chiamata alla croce e ad essere liberi anche dalla propria stessa vita è una chiamata che si ripresenta forte. In questo tempo è per noi uno stare in queste incertezze, in queste mancate risposte di lavoro, e prendere decisioni solo in rapporto a Dio e alla nostra relazione con Lui: non è importante se andremo a Strasburgo, se troveremo i finanziamenti o se accetteremo la casa che ora ci viene offerta a Roma; oggi il Signore ci richiama sulle fondamenta delle nostre scelte, sui presupposti, perchè esse di per se non sono importanti.


In quel tempo, siccome molta gente andava con lui, Gesù si voltò e disse: “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda un’ambasceria per la pace. Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo”.

Lc 14,25-33

sabato, novembre 04, 2006

L'ultimo posto

Ieri ho parlato con Karplus. Mi ha detto che non sa se avra' i soldi. Ho capito che quando si prende un impegno con una persona non vuole lasciarla in difficolta'. Questo vale per me ma soprattutto per tutti gli altri che gia' sono nel gruppo. Tante incertezze, cosa fare? Aspettare? Nell'aspettare non ci sono sicurezze...
Allora il Vangelo oggi ci dice:

Un sabato era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo. Osservando poi come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro una parabola: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto. Invece quando sei invitato, và a metterti all'ultimo posto, perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico, passa più avanti. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato. Luca 14,1.7-11

mercoledì, ottobre 18, 2006

La missione

Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio. Lc 10,1-9

Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono! Lc 11,5-13

giovedì, settembre 21, 2006

Tu, vieni e seguimi!

Fratelli, vi esorto io, il prigioniero del Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l’unità dello Spirito per mezzo del vincolo della pace. [...] È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo. Ef 4,1-7.11-13

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi”. Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: “Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?”. Gesù li udì e disse: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: ‘‘Misericordia io voglio e non sacrificio’’. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”. Mt 9,9-13

giovedì, settembre 14, 2006

L'esaltazione della croce

ora stiamo incominciando a capire che la vita di ogni cristiano ha una meta, un fine, (non tanto una morale) che e' l'uniformarsi sempre piu' a Cristo. Divenire ogni giorno di piu' come Lui, come Francesco l'alter christus, seguire Gesu' povero e crocefisso. E la via di Cristo e' quella della croce e della risurrezione. C'e' una chiamata nella croce e nella sofferenza ed ad ogni chiamata segue la missione. La croce e' la chiamata all'amore. Ed il dolore che stiamo vivendo per Samuele e' la via, e' la via che Cristo ci sta indicando per compiere il volere suo. Lo preghiamo perche' ci faccia accogliere ed accettare questa croce, che ci faccia accogliere la sua grazia per affrontarla. Il Signore ci sta chiamando. Oggi e' la festa dell'esaltazione della croce. Ieri il prete ha detto che "la via di Cristo e' la croce. Se non stai seguendo questa via... vuol dire che stai su un'altra via". Martedi' Sr Nicoletta ci ha parlato che la sofferenza e la croce sono la chiamata all'amore. Il suo confessore ha scritto: "Signore non allontanare mai dalla mia vita la tua croce." E poi il vangelo di ieri ci ha consolato:



Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete. Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Luca 6,20-26

martedì, settembre 05, 2006

Fedeli nel poco

Spesso cerchiamo la volontà di Dio lontano da noi, invece ogni volta la troviamo nei piccoli passi del quotidiano. Pensando al nostro futuro, alle scelte da fare ci sembra di non trovar mai soluzioni soddisfacednti; pensiamo che le importanti decisioni cambino qualcosa in sè, invece ciò che dà sapore e cambia è l'amore a Dio e ai fratelli, essere fedeli nel poco, nel quotidiano a questa chiamata.
Penso proprio che questa piccola fedeltà ci guiderà senza timori nel nostro cammino di sposi e di genitori.

"Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il talento sotterra: ecco qui il tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.

Mt 25,18-30

mercoledì, agosto 30, 2006

Colmate la misura dei vostri padri!

Triste fino alla morte, sembra non esserci soluzione. Se rimaniamo e' brutto, se partiamo e' brutto. Durante gli studi mi impegnavo e cercavo di andare bene per gli occhi di mio padre. Durante il dottorato mi interessavo ed ero diligente e veloce per compiacere Amedeo. Ma ora che e' stato aperto il sepolcro ("mi riconoscerete quando apriro' i vostri sepolcri") e tutto questo non ha piu' senso, ne' pienezza, ne' motivo, che sara'? E quindi fuori ero bravo e realizzato e dentro ero un sepolcro vuoto. La vita piena e' nel Signore con Alessandra. Ma dovremo pur fare qualcosa nel mondo...

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità. [...] Ebbene, colmate la misura dei vostri padri! Matteo 23,27-32

venerdì, luglio 21, 2006

Misericorida, non sacrificio

Proprio stamattina, pensavo a questa frase... amore e non sacrificio. Ale mi ha detto ma Gesu' ha sofferto sulla croce, e allora?

In quel tempo Gesù passò tra le messi in giorno di sabato, e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere spighe e le mangiavano. Ciò vedendo, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare in giorno di sabato». Ed egli rispose: «Non avete letto quello che fece Davide quando ebbe fame insieme ai suoi compagni? Come entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell'offerta, che non era lecito mangiare né a lui né ai suoi compagni, ma solo ai sacerdoti? O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio infrangono il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui c'è qualcosa più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato individui senza colpa. Perché il Figlio dell'uomo è signore del sabato». Matteo 12,1-8

giovedì, luglio 20, 2006

« Imparate da me»

mi sento stanco, mi viene da piangere, in fondo non c'e' motivo ma e' cosi' (non me ne sono neanche andato via oggi, non e' stato facile)

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero». Matteo 11,28-30

lunedì, luglio 17, 2006

Una spada

sono appena tornato da Zurigo, ora tante indecisioni. Domenica San Paolo ci ha esortati a "ricapitolare tutto in Cristo", mettere Cristo come parametro di misura. Ale e' rimasta molto colpita da questa parola. Mi ricorda Silvano Fausti che scrive: il fine e' sempre lo stesso amare Dio e i fratelli, e' il mezzo (la missione) che cambia. Ma non fare del mezzo il fine!

Il Vangelo mi ha molto colpito:

"In quel tempo, Gesu' chiamo i Dodici, ed incomincio' a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi" Mt 6,7

A due, a due; ale ed io...

Oggi il Vangelo:

"Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà." Mt 10,34-42

risuona tanto il rapporto con i miei, il cuore attaccatone a Roma ("chi avra' trovato la sua vita"), la difficolta' a fare il mio lavoro ("chi non prende la sua croce e non mi segue")...

venerdì, luglio 07, 2006

«Seguimi»

cha fare, che non fare? Allora oggi il Signore parla e dice:

Andando via di là, Gesù vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.



risuona come un partire. E poi aggiunge riguardo all'aridita' spirituale che si trova all'estero:

«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». Matteo 9,9-13

Il Signore dice misericordia voglio e non sacrificio... dove e' la misericordia Francesco?

mercoledì, luglio 05, 2006

In questo momento di avversità, in particolar modo per il lavoro di Francesco, l'unica cosa che posso fare è rivolgermi a Dio, adorarlo, stare lì nella sua casa con Lui e farmi lavorare dentro, lasciarmi purificare per essere usata come canale di grazia per Francesco. In questo spazio quotidiano ho letto:

«Perciò, ecco, io l'attrarrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Di là le darò le sue vigne e la valle d'Acor come porta di speranza; là mi risponderà come ai giorni della sua gioventù, come ai giorni che uscì dal paese d'Egitto. Quel giorno avverrà», dice il SIGNORE, «che tu mi chiamerai: "Marito mio!" e non mi chiamerai più: "Mio Padrone!" Io toglierò dalla sua bocca i nomi dei Baal, e il loro nome non sarà più pronunciato. Quel giorno io farò per loro un patto con le bestie dei campi, con gli uccelli del cielo e con i rettili del suolo; spezzerò e allontanerò dal paese l'arco, la spada, la guerra, e li farò riposare al sicuro. Io ti fidanzerò a me per l'eternità; ti fidanzerò a me in giustizia e in equità, in benevolenza e in compassioni. Ti fidanzerò a me in fedeltà, e tu conoscerai il SIGNORE.
Osea 2,14-20

Questa Parola ha generarto pace nel mio cuore. Spesso, a causa della mia storia, fraintendo Francesco e ho un'immagine sua falsata, ovvero lo considero "mio padrone". Ho pensato allora che andare insieme a Cambrige, lasciando ogni tipo di aspettative e pregiudizi, può portare gli stessi benefici della fuga dall'"Egitto" (san brancato) e poter acquisire la libertà di dire "mio marito", di guardare a lui con occhi nuovi.
Allo stesso modo mi chiedo: è cambiando stato che si acquista la libertà?

martedì, luglio 04, 2006

Ancora sulla Fede...

ieri San Tommaso, oggi:

Essendo poi salito su una barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco scatenarsi nel mare una tempesta così violenta che la barca era ricoperta dalle onde; ed egli dormiva. Allora, accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, uomini di poca fede?» Quindi levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia. I presenti furono presi da stupore e dicevano: «Chi è mai costui al quale i venti e il mare obbediscono?». Matteo8,23-27

venerdì, giugno 30, 2006

Se tu vuoi...

ieri abbiamo passato una giornata ad Assisi. Siamo stati in silenzio sul Subasio vicino ad un albero solitario ad ascoltare il vento ed a pregare. Ci siamo confessati con Padre Fernando ed alla fine abbiamo incontrato P.G. mentre andava al vespro solenne di SSPietro&Paolo.

Grande tristezza nel mio cuore perche' non si sblocca niente. Non riesco a ringraziare Dio. Stamattina non volevo alzarmi ma poi Ale ed io abbiamo parlato della giornata di ieri, del suo significato per la nostra vita, del valore di questa crisi. Abbiamo capito che Roma e' un momento di passaggio e che ci siamo lasciati distrarre troppo dal lavoro che non va, la casa, il traffico di Roma... infatti ieri Ale leggeva sulla Bibbia:

Ascolta, Israele, i comandamenti della vita, porgi l'orecchio per intender la prudenza. Perché, Israele, perché ti trovi in terra nemica e invecchi in terra straniera? Perché ti contamini con i cadaveri e sei annoverato fra coloro che scendono negli inferi? Tu hai abbandonato la fonte della sapienza! Se tu avessi camminato nei sentieri di Dio, saresti vissuto sempre in pace. Impara dov'è la prudenza, dov'è la forza, dov'è l'intelligenza, per comprendere anche dov'è la longevità e la vita, dov'è la luce degli occhi e la pace. Baruc 3, 9-14

se solo avessimo piu' fede, oggi il vangelo:

Quando Gesù fu sceso dal monte, molta folla lo seguiva. Ed ecco venire un lebbroso e prostrarsi a lui dicendo: «Signore, se vuoi, tu puoi sanarmi». E Gesù stese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii sanato». E subito la sua lebbra scomparve. Matteo 8,1-14

martedì, giugno 27, 2006

Perdo tempo?

Ieri sera siamo stati da Daniele e Sara ed e' stato un bel dialogo, motivo di speranza. Sabato andremo a Greccio. Oggi a lavoro l'aria e' pesante e mi sento sminuito ed inutile:

Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.

Ma allo stesso tempo:

Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano! Mt 7,6.12-14

lunedì, giugno 26, 2006

Giorni amari

in questi di giorni l'unica cosa che risalta e' l'amarezza della vita. Non giustifico, ma finalmente ammetto il mio stato: non sono contento. Con Ale abbiamo trovato alcune dinamiche che chiudono la comunicazione tipo che lei mi permette di rispondergli male o di insultarla.

Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna. Gv 12,25

Robbertone e claudia sembrano lontani e disinteressati:

Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello. Mt 7,2-5

Sfiducia che non cambiera' mai niente (rabbia contro il Signore che mi mette in questa condizione):

La vita come novita' si sperimenta molto piu' nell'accadimento di qualcosa che si attende che non nella differenza come tale di un presente da un passato. Essa risiede (...) nella scoperta di una corrispondenza che e' possibile solo se vi e' un di speranza, di desiderio, di attesa. Allora la novita' e' adempimento di quella speranza, soddisfazione di quel desiderio, risposta a quell'attesa. Luigi Giussani

venerdì, gennaio 13, 2006

La barca intanto

distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: "È un fantasma" e si misero a gridare dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro: "Coraggio, sono io, non abbiate paura". Pietro gli disse: "Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque". Ed egli disse: "Vieni!". Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: "Signore, salvami!". E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: "Uomo di poca fede, perché hai dubitato?".
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: "Tu sei veramente il Figlio di Dio!".

Mt 14,24-33