venerdì, luglio 21, 2006

Misericorida, non sacrificio

Proprio stamattina, pensavo a questa frase... amore e non sacrificio. Ale mi ha detto ma Gesu' ha sofferto sulla croce, e allora?

In quel tempo Gesù passò tra le messi in giorno di sabato, e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere spighe e le mangiavano. Ciò vedendo, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare in giorno di sabato». Ed egli rispose: «Non avete letto quello che fece Davide quando ebbe fame insieme ai suoi compagni? Come entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell'offerta, che non era lecito mangiare né a lui né ai suoi compagni, ma solo ai sacerdoti? O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio infrangono il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui c'è qualcosa più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato individui senza colpa. Perché il Figlio dell'uomo è signore del sabato». Matteo 12,1-8

giovedì, luglio 20, 2006

« Imparate da me»

mi sento stanco, mi viene da piangere, in fondo non c'e' motivo ma e' cosi' (non me ne sono neanche andato via oggi, non e' stato facile)

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero». Matteo 11,28-30

lunedì, luglio 17, 2006

Una spada

sono appena tornato da Zurigo, ora tante indecisioni. Domenica San Paolo ci ha esortati a "ricapitolare tutto in Cristo", mettere Cristo come parametro di misura. Ale e' rimasta molto colpita da questa parola. Mi ricorda Silvano Fausti che scrive: il fine e' sempre lo stesso amare Dio e i fratelli, e' il mezzo (la missione) che cambia. Ma non fare del mezzo il fine!

Il Vangelo mi ha molto colpito:

"In quel tempo, Gesu' chiamo i Dodici, ed incomincio' a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi" Mt 6,7

A due, a due; ale ed io...

Oggi il Vangelo:

"Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà." Mt 10,34-42

risuona tanto il rapporto con i miei, il cuore attaccatone a Roma ("chi avra' trovato la sua vita"), la difficolta' a fare il mio lavoro ("chi non prende la sua croce e non mi segue")...

venerdì, luglio 07, 2006

«Seguimi»

cha fare, che non fare? Allora oggi il Signore parla e dice:

Andando via di là, Gesù vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.



risuona come un partire. E poi aggiunge riguardo all'aridita' spirituale che si trova all'estero:

«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». Matteo 9,9-13

Il Signore dice misericordia voglio e non sacrificio... dove e' la misericordia Francesco?

mercoledì, luglio 05, 2006

In questo momento di avversità, in particolar modo per il lavoro di Francesco, l'unica cosa che posso fare è rivolgermi a Dio, adorarlo, stare lì nella sua casa con Lui e farmi lavorare dentro, lasciarmi purificare per essere usata come canale di grazia per Francesco. In questo spazio quotidiano ho letto:

«Perciò, ecco, io l'attrarrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Di là le darò le sue vigne e la valle d'Acor come porta di speranza; là mi risponderà come ai giorni della sua gioventù, come ai giorni che uscì dal paese d'Egitto. Quel giorno avverrà», dice il SIGNORE, «che tu mi chiamerai: "Marito mio!" e non mi chiamerai più: "Mio Padrone!" Io toglierò dalla sua bocca i nomi dei Baal, e il loro nome non sarà più pronunciato. Quel giorno io farò per loro un patto con le bestie dei campi, con gli uccelli del cielo e con i rettili del suolo; spezzerò e allontanerò dal paese l'arco, la spada, la guerra, e li farò riposare al sicuro. Io ti fidanzerò a me per l'eternità; ti fidanzerò a me in giustizia e in equità, in benevolenza e in compassioni. Ti fidanzerò a me in fedeltà, e tu conoscerai il SIGNORE.
Osea 2,14-20

Questa Parola ha generarto pace nel mio cuore. Spesso, a causa della mia storia, fraintendo Francesco e ho un'immagine sua falsata, ovvero lo considero "mio padrone". Ho pensato allora che andare insieme a Cambrige, lasciando ogni tipo di aspettative e pregiudizi, può portare gli stessi benefici della fuga dall'"Egitto" (san brancato) e poter acquisire la libertà di dire "mio marito", di guardare a lui con occhi nuovi.
Allo stesso modo mi chiedo: è cambiando stato che si acquista la libertà?

martedì, luglio 04, 2006

Ancora sulla Fede...

ieri San Tommaso, oggi:

Essendo poi salito su una barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco scatenarsi nel mare una tempesta così violenta che la barca era ricoperta dalle onde; ed egli dormiva. Allora, accostatisi a lui, lo svegliarono dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, uomini di poca fede?» Quindi levatosi, sgridò i venti e il mare e si fece una grande bonaccia. I presenti furono presi da stupore e dicevano: «Chi è mai costui al quale i venti e il mare obbediscono?». Matteo8,23-27