martedì, agosto 21, 2007

Se vuoi essere perfetto

Essere qui e' bello perche' stiamo insieme e siamo qui per volonta' di nostro Signore. Egli ci illumini se non e' cosi'. C'e' un vuoto pero', una sofferenza profonda. Un bimbo grida: "voglio tornare a casa". Non ne capisco i motivi, o forse si. Il Signore e' buono e ci parla (ancora una volta) con la parabola del giovane ricco.

Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?». Egli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Ed egli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi». Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze.

Gesù allora disse ai suoi discepoli: «In verità vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli». A queste parole i discepoli rimasero costernati e chiesero: «Chi si potrà dunque salvare?». E Gesù, fissando su di loro lo sguardo, disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile». Allora Pietro prendendo la parola disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi». Matteo 19,16-30


Leggenda dei tre compagni di S. Francesco d’Assisi (circa 1244)
§ 27-29

La gioia del distacco spirituale

Un giorno, messer Bernardo andò di nascosto da san Francesco, che non aveva ancora nessun compagno. « Fratello, disse Bernardo, io voglio distribuire, nel modo che parrà a te più appropriato, tutti i miei beni temporali, per amore del mio Signore che me li ha dati ». Francesco rispose : « Di buon mattino andremo in chiesa e consulteremo il libro dei Vangeli, per sapere quello che il Signore insegnò ai suoi discepoli ». Sul fare del giorno si alzarono, presero con sé un altro uomo di nome Pietro, che egualmente desiderava diventare loro fratello, ed entrarono nella chiesa di San Nicolò, vicina alla piazza della città di Assisi. Essendo dei semplici, non sapevano trovare le parole evangeliche riguardanti la rinuncia al mondo, e perciò pregavano devotamente il Signore affinché mostrasse la sua volontà alla prima apertura del libro.

Finita la preghiera, Francesco prese il libro dei Vangeli ancora chiuso e, inginocchiandosi davanti all'altare, lo aprì. E subito gli cadde sott'occhio il consiglio del Signore : « Se vuoi essere perfetto, va' e vendi tutti i tuoi beni e distribuiscili ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo ». Francesco, dopo aver letto il passo, ne fu molto felice e rese grazie a Dio. Ma, vero adoratore della Trinità, volle l'appoggio di tre testimoni; per cui aprì il libro una seconda e una terza volta. Nella seconda, incontrò quella raccomandazione : « Non portate nulla nei vostri viaggi » (Lc 9, 3) ; e nella terza : « Chi vuole seguirmi, rinunzi a se stesso » (Lc 9, 23)… Francesco disse : « Fratelli, ecco la vita e la regola nostra, e di tutti quelli che vorranno unirsi a noi. Andate dunque e fate quanto avete udito ».

Andò messer Bernardo, che era assai ricco, e vendette ogni suo avere, ricavandone molto denaro, che distribuì interamente ai poveri della città… E da quell'ora, vissero con lui secondo la forma del santo Vangelo, come il Signore aveva indicato loro. E così Francesco poté scrivere nel suo Testamento : « Il Signore stesso mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo ».


San Giovanni della Croce (1542-1591), carmelitano, dottore della Chiesa
Avvisi e sentenze

Lo spirito di proprietà o la povertà in Spirito ?

Non abbiate nessun desiderio se non quello di entrare, solo per amore di Cristo, nel distacco, nel vuoto e nella povertà riguardo a tutto quanto esiste sulla terra. Non proverete altri bisogni che quelli ai quali avrete così sottomesso il vostro cuore ; il povero in Spirito non è mai così felice quanto quando si trova nell’indigenza ; colui che ha un cuore che non desidera nulla, vive sempre nell’agiatezza...

I poveri in Spirito danno con grande liberalità tutto quanto possiedono. La loro gioia è di sapere farne a meno, offrendolo per amore di Dio e del prossimo. Non solo i beni, le gioie e i piaceri di questo mondo ci imgombrano e ci fanno perdere tempo nella nostra marcia verso Dio, ma pure le gioie e le consolazioni spirituali sono un ostacolo nella nostra marcia in avanti se le riceviamo o le ricerchiamo con uno spirito di proprietà.

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