La chiamata alla croce e ad essere liberi anche dalla propria stessa vita è una chiamata che si ripresenta forte. In questo tempo è per noi uno stare in queste incertezze, in queste mancate risposte di lavoro, e prendere decisioni solo in rapporto a Dio e alla nostra relazione con Lui: non è importante se andremo a Strasburgo, se troveremo i finanziamenti o se accetteremo la casa che ora ci viene offerta a Roma; oggi il Signore ci richiama sulle fondamenta delle nostre scelte, sui presupposti, perchè esse di per se non sono importanti.
In quel tempo, siccome molta gente andava con lui, Gesù si voltò e disse: “Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non si siede prima a calcolarne la spesa, se ha i mezzi per portarla a compimento? Per evitare che, se getta le fondamenta e non può finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda un’ambasceria per la pace. Così chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo”.
Lc 14,25-33
mercoledì, novembre 08, 2006
sabato, novembre 04, 2006
L'ultimo posto
Ieri ho parlato con Karplus. Mi ha detto che non sa se avra' i soldi. Ho capito che quando si prende un impegno con una persona non vuole lasciarla in difficolta'. Questo vale per me ma soprattutto per tutti gli altri che gia' sono nel gruppo. Tante incertezze, cosa fare? Aspettare? Nell'aspettare non ci sono sicurezze...
Allora il Vangelo oggi ci dice:
Un sabato era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo. Osservando poi come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro una parabola: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto. Invece quando sei invitato, và a metterti all'ultimo posto, perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico, passa più avanti. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato. Luca 14,1.7-11
Allora il Vangelo oggi ci dice:
Un sabato era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo. Osservando poi come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro una parabola: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto. Invece quando sei invitato, và a metterti all'ultimo posto, perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico, passa più avanti. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato. Luca 14,1.7-11
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