Ecco questo e' il primo giorno di lavoro a Strasburgo! Tante paure e tanti dubbi.
Alle lodi Alessandra e' stata colpita da:
Beato chi decide nel suo cuore il santo viaggio
Poi il vangelo di oggi:
E giunti presso i discepoli, li videro circondati da molta folla e da scribi che discutevano con loro. Tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». Gli rispose uno della folla: «Maestro, ho portato da te mio figlio, posseduto da uno spirito muto. Quando lo afferra, lo getta al suolo ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora in risposta, disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono. Alla vista di Gesù lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava spumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall'infanzia; anzi, spesso lo ha buttato persino nel fuoco e nell'acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose ad alta voce: «Credo, aiutami nella mia incredulità». Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito immondo dicendo: «Spirito muto e sordo, io te l'ordino, esci da lui e non vi rientrare più». E gridando e scuotendolo fortemente, se ne uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «E' morto». Ma Gesù, presolo per mano, lo sollevò ed egli si alzò in piedi. Entrò poi in una casa e i discepoli gli chiesero in privato: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera». Mc 9, 14-29
lunedì, febbraio 19, 2007
sabato, febbraio 17, 2007
Sarete pescatori di uomini
Alla sera ho pregato per Alessandra. In un angolo della stanza ho meditato il Vangelo di Luca al capitolo 5, il nostro Vangelo. Questa volta mi ha colpito il cuore l'ultima frase del brano:
Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono. (Lc 5, 11)
tre cose:
- tirare le barche a terra
- lasciare tutto
- seguirlo
Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono. (Lc 5, 11)
tre cose:
- tirare le barche a terra
- lasciare tutto
- seguirlo
venerdì, febbraio 16, 2007
E' bello per noi stare qui
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi». E diceva loro: «In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza». Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù. Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!». Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento. Poi si formò una nube che li avvolse nell'ombra e uscì una voce dalla nube: «Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!». E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risuscitato dai morti. Marco 8,34-38.9,1-9
mercoledì, febbraio 14, 2007
Andate in tutto il mondo
Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano. Marco 16,15-20
martedì, febbraio 06, 2007
« Il suo cuore è lontano da me »
Lasciare che l’amore di Dio prenda pieno e assoluto possesso di un cuore; così l’amore diventa per questo cuore come una seconda natura; che il cuore non lasci entrare dentro di sé nulla che gli sia contrario; che si applichi continuamente ad accrescere questo amore di Dio, cercando di essergli gradito in tutto e non rifiutandogli nulla; che accolga tutto ciò che gli succede come se venisse dalla mano di Dio.
La conoscenza di Dio produce l’amore, e la conoscenza di sé produce l’umiltà. L’umiltà è null’altro che la verità. “Che cosa mai possediamo che non abbiamo ricevuto?” (1 Cor 4,7). Poiché ho ricevuto tutto, non possiedo nulla di mio. Se saremo convinti di questo non alzeremo mai la testa con superbia. Se sarete umili nulla vi toccherà, né la lode, né l’ignominia poiché saprete chi siete. Se vi biasimeranno, non vi scoraggerete. Se vi proclameranno santo, non vi metterete su un piedestallo. La conoscenza di noi stessi ci mette in ginocchio.
Beata Teresa di Calcutta (1910-1997)
La conoscenza di Dio produce l’amore, e la conoscenza di sé produce l’umiltà. L’umiltà è null’altro che la verità. “Che cosa mai possediamo che non abbiamo ricevuto?” (1 Cor 4,7). Poiché ho ricevuto tutto, non possiedo nulla di mio. Se saremo convinti di questo non alzeremo mai la testa con superbia. Se sarete umili nulla vi toccherà, né la lode, né l’ignominia poiché saprete chi siete. Se vi biasimeranno, non vi scoraggerete. Se vi proclameranno santo, non vi metterete su un piedestallo. La conoscenza di noi stessi ci mette in ginocchio.
Beata Teresa di Calcutta (1910-1997)
Iscriviti a:
Commenti (Atom)