giovedì, gennaio 25, 2007

Conversione di S. Paolo

Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Marco 16,15-18

lunedì, gennaio 15, 2007

Vino nuovo in otri nuovi

Eccola la parola del giorno! Il Signore ci guida ed incoraggia per entrare nelle tre liberta'! Ieri Gesu' ha iniziato la sua vita pubblica con il miracolo del vino (le nozze di Cana).

* Liberta' dalle cose/soldi (poverta'): affrontare l'aquisto di una macchina nuova (me bella non un ripiego... ;-)
* Liberta' dagli affetti (castita'): la possibilita' che Chiara sia malata.
* Liberta' da noi stessi (obbedienza): lasciare Roma.

«Nessuno cuce una toppa di panno grezzo su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo squarcia il vecchio e si forma uno strappo peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri e si perdono vino e otri, ma vino nuovo in otri nuovi». Marco 2,18-22

giovedì, gennaio 11, 2007

« Gesù stese la mano e lo toccò »

Un giorno, mentre andava a cavallo per la pianura che si stende ai piedi di Assisi, si imbatté in un lebbroso. Quell'incontro inaspettato lo riempì di orrore. Ma, ripensando al proposito di perfezione, già concepito nella sua mente, e riflettendo che, se voleva diventare cavaliere di Cristo (2Tm 2,3) , doveva prima di tutto vincere se stesso, scese da cavallo e corse ad abbracciare il lebbroso e, mentre questi stendeva la mano come per ricevere l'elemosina, gli porse del denaro e lo baciò. Subito risalì a cavallo; ma, per quanto si volgesse a guardare da ogni parte e sebbene la campagna si stendesse libera tutt'intorno, non vide più in alcun modo quel lebbroso. Perciò, colmo di meraviglia e di gioia, incominciò a cantare devotamente le lodi del Signore, proponendosi, da allora in poi, di elevarsi a cose sempre maggiori...

Da allora si rivestì dello spirito di povertà, d'un intimo sentimento d'umiltà e di pietà profonda. Mentre prima aborriva non solo la compagnia dei lebbrosi, ma perfino il vederli da lontano, ora, a causa di Cristo crocifisso, che, secondo le parole del profeta, ha assunto l'aspetto spregevole di un lebbroso (Is 53,3), li serviva con umiltà e gentilezza, nell'intento di raggiungere il pieno disprezzo di se stesso. Visitava spesso le case dei lebbrosi; elargiva loro generosamente l'elemosina e con grande compassione ed affetto baciava loro le mani e il volto. Anche per i poveri mendicanti bramava spendere non solo i suoi beni, ma perfino se stesso. Talvolta, per loro, si spogliava dei suoi vestiti, talvolta li faceva e pezzi, quando non aveva altro da donare.

Durante questo periodo, egli si recò a visitare, con religiosa devozione, la tomba dell'apostolo Pietro. Fu in questa circostanza che, vedendo la grande moltitudine dei mendicanti davanti alle porte di quella chiesa, spinto da una soave compassione, e, insieme, allettato dall'amore per la povertà, donò le sue vesti al più bisognoso di loro e, ricoperto degli stracci di costui, passò tutta la giornata in mezzo ai poveri, con insolita gioia di spirito.


San Bonaventura (1221-1274), francescano, dottore della Chiesa
Vita di san Francesco, Legenda Major 1,5-6