giovedì, settembre 21, 2006

Tu, vieni e seguimi!

Fratelli, vi esorto io, il prigioniero del Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l’unità dello Spirito per mezzo del vincolo della pace. [...] È lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri, per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero, al fine di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo. Ef 4,1-7.11-13

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi”. Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: “Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?”. Gesù li udì e disse: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: ‘‘Misericordia io voglio e non sacrificio’’. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”. Mt 9,9-13

giovedì, settembre 14, 2006

L'esaltazione della croce

ora stiamo incominciando a capire che la vita di ogni cristiano ha una meta, un fine, (non tanto una morale) che e' l'uniformarsi sempre piu' a Cristo. Divenire ogni giorno di piu' come Lui, come Francesco l'alter christus, seguire Gesu' povero e crocefisso. E la via di Cristo e' quella della croce e della risurrezione. C'e' una chiamata nella croce e nella sofferenza ed ad ogni chiamata segue la missione. La croce e' la chiamata all'amore. Ed il dolore che stiamo vivendo per Samuele e' la via, e' la via che Cristo ci sta indicando per compiere il volere suo. Lo preghiamo perche' ci faccia accogliere ed accettare questa croce, che ci faccia accogliere la sua grazia per affrontarla. Il Signore ci sta chiamando. Oggi e' la festa dell'esaltazione della croce. Ieri il prete ha detto che "la via di Cristo e' la croce. Se non stai seguendo questa via... vuol dire che stai su un'altra via". Martedi' Sr Nicoletta ci ha parlato che la sofferenza e la croce sono la chiamata all'amore. Il suo confessore ha scritto: "Signore non allontanare mai dalla mia vita la tua croce." E poi il vangelo di ieri ci ha consolato:



Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete. Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Luca 6,20-26

martedì, settembre 05, 2006

Fedeli nel poco

Spesso cerchiamo la volontà di Dio lontano da noi, invece ogni volta la troviamo nei piccoli passi del quotidiano. Pensando al nostro futuro, alle scelte da fare ci sembra di non trovar mai soluzioni soddisfacednti; pensiamo che le importanti decisioni cambino qualcosa in sè, invece ciò che dà sapore e cambia è l'amore a Dio e ai fratelli, essere fedeli nel poco, nel quotidiano a questa chiamata.
Penso proprio che questa piccola fedeltà ci guiderà senza timori nel nostro cammino di sposi e di genitori.

"Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura andai a nascondere il talento sotterra: ecco qui il tuo. Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.

Mt 25,18-30